Progetto “Servizi innovativi per la finanza e conseguenze del trattato di Basilea 2”
La questione delle fonti di finanziamento per lo sviluppo delle piccole e medie imprese riveste un’importanza cruciale per lo sviluppo dei sistemi locali.
Basilea 2, entrata a regime ai primi del 2008, già mostra di incidere in misura determinante sull’articolazione dei rapporti banca-impresa; il cambiamento appare più evidente laddove il sistema economico è caratterizzato da una prevalenza di imprese di piccola e media dimensione. In tale contesto il sistema dei confidi svolge un ruolo importante di sostegno per l’accesso al credito, proprio a seguito delle innovazioni introdotte da Basilea 2.Se ne è parlato nel Convegno “Crescere per innovare le sfide della finanza per le PMI”, organizzato dalla Camera di commercio di Taranto nell’ambito del Progetto “Servizi innovativi per la finanza e coseguenze del trattato di basilea 2”, finanziato dal Fondo di Perequazione.
A tal scopo la Camera di commercio jonica -avvalendosi della competenza tecnica del Consorzio Camerale per il Credito e la Finanza- ha avviato un percorso finalizzato ad acquisire elementi utili per valutare la situazione del tessuto imprenditoriale della provincia di Taranto, ed individuare azioni volte all’implementazione delle politiche di accompagnamento e di indirizzo delle trasformazioni in atto nel sistema locale dei confidi.
Tre gli obiettivi base che l’Ente camerale intenderà perseguire: favorire la riforma degli strumenti di garanzia fidi; ampliare la conoscenza del trattato di Basilea 2; incentivare l’adozione di nuovi strumenti di finanziamento.
Lungi dall’essere argomento già acquisito, Basilea 2 rappresenta ancora per molti una tematica da approfondire di qui la attività messa a punto dall’Ente camerale per la diffusione di materiale informativo a carattere estremamente pratico e divulgativo, dedicato espressamente alla piccola e piccolissima impresa.
<<Cogliere le opportunità offerte da Basilea 2 –ha evidenziato, in apertura dei lavori il Commissario della Camera di commercio, Tommaso Blonda- e dare seguito agli interventi di razionalizzazione degli strumenti di garanzia previsti dalla legge n. 326 del 2003. A tal fine è stata avviata una fase di studio e di analisi specifica della realtà e dei soggetti operanti sul territorio, seguita dalla formulazione di un’ipotesi di fusione o di incorporazione o ancora di adesione a strutture di grado superiore>>.
Un’altro importante obiettivo al quale l’Ente camerale tende è procedere all’individuazione di due o al massimo tre modelli di finanziamento a carattere innovativo, nonché alla simulazione e sperimentazione di un modello di finanziamento innovativo utile alle micro e piccole imprese per finanziamenti a breve e medio termine.
<<Raggiungere l’obiettivo della promozione e dello sviluppo del sistema imprenditoriale locale è – ha evidenziato il Commissario Blonda- finalità istituzionale di ogni Ente camerale e un’attenta ed efficace politica d’aiuto deve passare necessariamente da un’altrettanta attenta analisi della realtà economica attuale se si vogliono ottenere effetti visibili e concreti. E oggi la realtà sembra proporre sempre più la micro dimensione aziendale ed esprime l’esigenza di un accompagnamento e di un sostegno continuo e costante […]Proprio per rispondere a tale esigenza, gli enti camerali hanno promosso e realizzato i Consorzi di Garanzia Collettiva Fidi – Confidi, organismi di garanzia mutualistica che, nascendo con l’idea di far fronte ai problemi di accesso al credito, hanno poi assunto un ruolo assai più ampio, fornendo assistenza, consulenza e informazione alle imprese, diventando interlocutori privilegiati nella definizione delle politiche e degli assetti istituzionali dei sistemi territoriali d’impresa>>.Quest’anno diventa operativa la L. n. 326 del 2003, che cambia il volto del sistema dei confidi trasformandoli in intermediari finanziari vigilati dalla Banca d’Italia. Se da un lato i confidi – ha commentato Blonda- con l’ampliamento delle proprie attività accresceranno il potere contrattuale nei confronti delle banche, dall’altra potrebbero esservi serie difficoltà per i consorzi di garanzia delle regioni meridionali laddove dovranno adeguarsi alla legge nel punto in cui si specifica che, presupposto per assumere la veste di intermediari finanziari, e’ l’iscrizione ad un apposito albo entro il 29 marzo del 2009. All’albo potranno accedere solo i confidi con volumi finanziari superiori ai 75 milioni di Euro e in tutto il centro- nord e’ in corso da tempo un’operazione di concentrazione (fusioni e aggregazioni) proprio per raggiungere la massa critica richiesta. Il problema sorge per quei Consorzi che non hanno questi requisiti.
La Camera di commercio di Taranto può vantare a tal proposito, il sodalizio con uno dei più efficienti Confidi del Sud, il Consorzio di II livello Interfidi che nasce nel 1996 su iniziativa della Camera di commercio di Taranto.
<<E’ utile ricordare che –ha spiegato il Presidente dell’Interfidi, Francesco Marangi- con le problematiche attuali per avere un ruolo più incisivo si rende necessario un accorpamento dei confidi […] nel Mezzogiorno si ha difficoltà a realizzare una struttura di livello regionale, se non interregionale […] un invito –ha auspicato il Presidente di Interfidi- alle autorità politiche, e alle Istituzioni come la Regione a promuovere tale iniziativa mettendo a disposizione le necessarie professionalità specializzate>>.
Marangi infine ha usato toni critici verso il sistema bancario, evidenziando la necessità di maggiore attenzione verso i confidi:<<Da parte delle sedi centrali vi è poca cura nell’informare ed aggiornare le sedi periferiche sulla gestione delle convenzioni sottoscritte>>. Una contraddizione rispetto al ruolo che il Governo attribuisce ai confidi per il mantenimento e lo sviluppo dell’economia.